No alla camionabile, meglio l’idrovia …

19 08 2008

Il futuro dell’idrovia Padova-Venezia arriva a Roma, nell’ufficio del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il sindaco di Saonara , infatti, ha chiesto il sostegno della seconda carica dello Stato per fermare il progetto di realizzazione della camionabile lungo il canale che collega Padova con il mare e viceversa.«Ho spedito una lettera a Berlusconi ma anche a tutti i parlamentari eletti nella provincia di Padova, al presidente Giancarlo Galan, ai consiglieri regionali e ai sindaci della Riviera del Brenta – spiega Buso – Insieme dovremmo fare fronte comune contro la camionabile. Negli anni ‘60 i saonaresi avevano superato con grande dignità e senso di responsabilità i progetti di realizzazione dell’idrovia e della strada dei Vivai. Queste opere erano state considerate un’intuizione intelligente nell’ambito dei trasporti, tenuto conto anche degli scambi internazionali in continuo aumento».Se la strada dei Vivai, dopo varie peripezie, è arrivata al suo completamento, lo stesso non si può dire per l’idrovia. Il canale Padova-Venezia, nonostante sia stato riconosciuto come opera di interesse internazionale, rimane una questione ancora aperta. «L’idrovia può rappresentare un eccezionale corridoio ambientale, un parco naturale, oltre che un invaso con funzioni idrauliche, necessario per risolvere i problemi delle forti precipitazioni – continua Buso – Ritengo che le autorità alle quali ho indirizzato la lettera abbiano il dovere morale, ancor prima di quello politico, di impegnarsi, non tanto genericamente “contro la camionabile”, bensì di far rispettare le leggi e i progetti di realizzazione dell’idrovia quale via navigabile per i trasporti, che sono costati alla collettività enormi sacrifici economici e non solo».

Dal Gazzettino Fe.Be.





Camionabile

19 08 2008

«Tra qualche anno Padova e Venezia saranno più vicine, due città di una stessa grande area metropolitana». Così l’assessore regionale alle politiche della mobilità del Veneto, Renato Chisso, ha commentato l’approvazione in giunta della “dichiarazione di pubblico interesse” del progetto preliminare del grande raccordo anulare di Padova e del collegamento Padova-Venezia lungo il sedime dell’idrovia. «È un’altra tappa per dotare il Veneto di grandi infrastrutture – ha sottolineato l’assessore – dopo il Passante, la Pedemontana, la Nogara-mare e il sistema delle tangenziali. L’idea forte di questo progetto, di cui ha assoluto bisogno la città di Padova e il Veneto, è la camionabile che collegherà la zona industriale di Padova con il porto di Venezia recuperando un corridoio, già espropriato, praticamente abbandonato dagli anni ‘60».

Un progetto di finanza lanciato sin dal 2006 dalla società Gra di Padova per costruire appunto il grande raccordo anulare della città del Santo, progetto che poi la Regione ha dovuto mettere a gara europea, alla quale ha aderito con una proposta concorrente l’associazione temporanea di imprese tra la Condotte e l’Astaldi, e che ha visto prevalere proprio nei giorni scorsi il progetto iniziale della Gra, società a partecipazione prevalentemente veneta. Ora il progetto preliminare sarà sottoposto a valutazione di impatto ambientale e sarà oggetto di concertazione con tutti gli enti locali interessati per approdare il prossimo anno, sin spera nel primo semestre, al Cipe ed essere poi messo a gara per l’esecuzione e la concessione.

Ma vediamo i dettagli tecnici. In totale saranno realizzati 60,4 chilometri di strada, 44,6 dei quali in nuova sede e 15,8 adeguando le tratte esistenti. La suddivisione in tratte omogenee vede 10,5 chilometri a ovest dei Padova, 3,5 a nord ovest della città, 7,1 a nord (il cosiddetto Terraglione che collegherà la statale del Santo con la tangenziale di Limena), i 16,9 chilometri della camionabile Padova-Marghera, 4 chilometri tra la zona industriale e la tangenziale di Padova e 2,6 chilometri di via dell’Olmo nord, tutti in nuova sede; la viabilità da adeguare riguarda invece i 10 chilometri della tangenziale est sud-est, 1,9 chilometri tra la A13 e corso Boston e 3,9 chilometri dalla curva Boston alla strada provinciale 89. Padova sarà così “circondata” da un anello stradale a grande scorrimento dal quale si dipartirà verso est un nuovo collegamento verso la Romea che consentirà di alleggerire (se non proibire) il traffico pesante lungo la riviera del Brenta.

Diciassette i comuni interessati al progetto: dodici in provincia di Padova (Limena, Vigodarzere, Campodarsego, Cadoneghe, Villafranca Padovana, Mestrino, Rubano, Saccolongo, Selvazzano Dentro, Abano Terme, Saonara , Padova) e cinque in provincia di Venezia (Mira, Dolo, Stra, Fossò, Vigonovo). I tempi di progettazione esecutiva e realizzazione sono previsti in 3 anni e mezzo e l’importo dei lavori sarà di 520 milioni di euro (di cui 116,5 già disponibili) senza alcun contributo pubblico. Anzi, la concessione quarantennale che sarà affidata all’esecutore dell’opera prevede il pagamento di un canone alla Regione pari al 5 per cento dei ricavi effettivi dei pedaggi ed esenzioni corrispondenti a un altro 10 per cento dei ricavi che saranno gestite dai singoli Comuni in favore dei cittadini residenti che saranno così esentati dal pagamento. I sistemi di esazione previsti sono due: un sovra pedaggio pagabile ai caselli di Ronchi (di nuova costruzione), Padova ovest, Padova est, Padova sud e Padova zona industriale e un pedaggio diffuso lungo l’asse dell’idrovia agli svincoli di Paluello, Sambruson e Romea.

Ma non è tutto. Il progetto prevede anche la messa in sicurezza idraulica di Padova grazie allo scavo di un canale di 10 chilometri lungo l’idrovia della portata di 250 metri cubi al secondo che farà da scolmatore alle piene del Brenta scaricando direttamente le acque in laguna di Venezia nel canale Novissimo.

Dal Gazzettino Giuseppe Tedesco