Da Roma An rilancia: Saia candidato sindaco Zanon e Cortelazzo «in campo» per la Provincia
In via dell’Umilità, a Roma, il “reggente” di Alleanza nazionale Ignazio La Russa è diventato di casa quanto Denis Verdini, coordinatore di Forza Italia. Insieme hanno sfogliato l’elenco elettorale su base geografica: uno con il piglio ministeriale della difesa della destra; l’altro con la predisposizione manageriale al vaglio dei curricula. Poi La Russa ha convocato (l’ultimo?) esecutivo nazionale di An. E ha puntato il dito anche sul Veneto: per la gioia di Raffaele Zanon, il “mascalzone” consigliere regionale, Padova è diventata un «inequivocabile punto di caduta» dell’identità del partito destinato a sciogliersi nel Popolo della libertà. Così è agli atti il compimento della strategia del presidente provinciale Filippo Ascierto, che ha sempre rivendicato con forza il ruolo di An alle Amministrative 2009. Prima indicando Piero Mazzola, uomo-simbolo a Padova della fiamma di destra. Quindi mettendo in campo se stesso per la sfida a Flavio Zanonato. Infine, “stanando” con pazienza le lepri della concorrenza nel centrodestra. A Padova, dunque, il centrodestra riparte dall’indicazione dei candidati di An: il senatore-«sceriffo» Maurizio Saia per il Comune; Raffaele Zanon o il capogruppo in Regione Piergiorgio Cortelazzo per la Provincia. E’ la traduzione di quanto emerso nell’esecutivo nazionale: «Ha definito a chiare lettere l’importanza strategica di Padova per An e il PdL nelle prossime tornate elettive. E’ evidente la necessità di riconquistare una città che ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo socioeconomico del Veneto, ma che è ancora gestita da una sinistra ormai al capolinea. Le candidature espresse dal PdL dovranno caratterizzarsi nell’esprimere uomini portatori di innovazione e cambiamento, garanzie di buon governo» spiega Zanon. Ma palazzo santo Stefano non fa gola alla Lega Nord? «Non è assodato. Si tratta di definire un accordo a livello regionale, ma perfino La Russa e Verdini hanno riconosciuto il valore cruciale di Padova nel Veneto» risponde Zanon. Per palazzo Moroni, invece, l’ipotesi di Saia incassa interesse, consensi e gradimenti che vanno ben al di là dei confini di partito. A questo punto, Ascierto & C possono tornare a concentrarsi sul congresso costituente PdL (27 marzo). I delegati di An verranno indicati dall’assise vere a livello territoriale, mentre Forza Italia si è affidata al “plebiscito dei gazebo”. La destra compie il suo destino senza rinunciare all’identità, la stessa che rimette in gioco nelle elezioni amministrative. Vale anche per i Comuni-chiave della provincia. A cominciare da Selvazzano e Piove di Sacco, dove gli aspiranti sindaci di An non mancano. E alle Europee la destra padovana conta di far sentire fino in fondo il proprio «peso», grazie alle preferenze squisitamente declinate in modo politico. - Ernesto Milanesi



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