13/01/2009
Riprendiamo un pò … prossime elezioni EUROPEE
Il ritorno di interesse del Pd per la riforma delle norme elettorali per le europee si motiva anche con l’esigenza di non disperdere i voti del centrosinistra e della sinistra.
La legge proporzionale favorirebbe infatti la presentazione autonoma di Prc, Pdci, Verdi, Sinistra democratica e Socialisti italiani che si giocherebbero il tutto per tutto nel tentativo di guadagnarsi una rappresentanza nel Parlamento europeo avendo perso quella nel Parlamento italiano (un accordo con Verdi e Socialisti era gia’ stato raggiunto quando si dava per certa l’abolizione della proporzionale pura).
Per il Pdl, la nuova attenzione a una possibile riforma e’ spiegabile con il tentativo di mettere in difficolta’ gli ex alleati dell’Udc (il 4% non e’ una soglia ritenuta sicura per il partito di Pier Ferdinando Casini) e di evitare – se fossero cancellate le preferenze – una lotta fratricida tra candidati di Forza Italia e candidati di An a poche settimane di distanza dal congresso fondativo del nuovo partito guidato da Silvio Berlusconi che e’ stato fissato a marzo.
Ci sono quindi esigenze convergenti che spingono verso un accordo in extremis tra Pd e Pdl, anche se il tema delle preferenze continua a dividere i due partiti. Il partito di Veltroni e’ pero’ meno rigido di qualche tempo fa su questo punto: anche nel Pd si vorrebbe evitare lo scontro fratricida sulle preferenze tra ex Margherita ed ex Ds, o tra dalemiani, veltroniani e rutelliani. Il problema per il Pd resta quello di fare i conti con l’Udc, il partito che si corteggia in vista di possibili alleanze di nuovo conio, che resta contrario all’abolizione delle preferenze.
Per Forza Italia, invece, si tratta di convincere la componente di An del futuro Pdl che e’ meglio procedere verso l’abolizione delle preferenze. I tecnici dei due schieramenti, con la tipica inventiva della politica italiana dei momenti di difficolta’, stanno lavorando a trovare una soluzione che accontenterebbe tutto il Pd e tutto il Pdl.
Oggi sfoglio il “Venerdì di Repubblica”. In ultima pagina Michele Serra affronta lo stesso argomento. Lui dice che “molti italiani di sinistra” (aggiungo: come inevitabilmente finiscono per essere etichettati quanti non aderiscono ai programmi del Pdl), “tutt’altro che qualunquisti, tutt’altro che snob, stanno seriamente prendendo in considerazione l’idea di saltare un turno”.
E’ allo studio, pertanto, sia il sistema elettorale Svedese che Belga. Tecnicamente la soluzione svedese e quella belga (o un mix italiano tra l’una e l’altra) assomigliano a un cruciverba, ma politicamente potrebbero aiutare Pd e Pdl a superare l’impasse.
Restano due settimane per presentare un progetto di riforma in Parlamento che abbia chance di essere approvato.
A voi le riflessioni …
6 Agosto 2008
Conferenza stampa sulla manovra economica
Il governo, con l’approvazione anticipata della manovra ha realizzato “una grande novità, forse una rivoluzione”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, nel corso della conferenza stampa sulla manovra economica. Il sottosegretario ha ringraziato – anche a nome del governo – il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per il lavoro svolto. “Ogni anno – ha aggiunto Letta – si parla della necessità della riforma della finanziaria e della legge di bilancio, quest’anno un passo serio, forte, deciso verso la riforma è stato fatto”.
Il governo ha avuto la fiducia 81 giorni fa e la manovra è stata varata dopo neanche 40 giorni ha ricordato il ministro dell’Economia Tremonti, intervenendo alla conferenza stampa. Le tre linee direttrici contenute nel Dpef (stabilizzazione conti pubblici, agenda di Lisbona e federalismo fiscale) sono state, in gran parte, realizzate. La prima, con l’approvazione del decreto legge n.112 del 25 giungo 2008 “sostanza” della manovra triennale. “I contenuti sostanziali sono nel decreto legge – ha detto il ministro Tremonti – mentre il disegno di legge finanziaria e il Bilancio saranno formalizzati entro settembre, come prevede la legge, quando saranno stati acquisiti tutti i dati dei bilanci dei ministeri”. “La Repubblica italiana si è impegnata al pareggio di bilancio entro il 2011: è un impegno che intendiamo rispettare” ha aggiunto il ministro che ha sottolineato come la stabilizzazione dei conti sia il primo impegno del governo. Per quanto riguarda la seconda, il ministro ha affermato “abbiamo già realizzato per due terzi l’agenda di Lisbona” Agenda di Lisbona. Ora resta da completare il percorso con l’approvazione del disegno di legge (AC 1441) in esame in Parlamento. Per quanto riguarda il federalismo fiscale: sarà presentato a settembre, come disegno di legge collegato alla finanziaria.
Infine, sull’anticipo nella manovra, fatto con una prospettiva triennale, il ministro Tremonti ha affermato che è stato “oltre che strategico, anche saggio per il nostro Paese” tenuto conto della difficile congiuntura internazionale.
Sul contenuto della manovra, il ministro Tremoni ha dichiarato che i soldi derivanti dalla Robin Tax sono serviti ad 2evitare ulteriori riduzioni della spesa sociale”. Ed ha aggiunto: “I quattro miliardi di maggiori imposte da quel settore saranno utilizzati per evitare tagli in settori sociali per noi meritevoli”. Tremonti ha anche precisato che la carta sociale “sarà finanziata oltre che da fondi pubblici anche da contributi dal settore privato, e con sconti che verranno dal settore del commercio”.
“Per la sanità nel 2009 sono state messe a disposizione più risorse di quelle concordate con le regioni durante il governo Prodi” ha dichiarato il ministro del Lavoro, della salute e della solidarietà sociale, Maurizio Sacconi, nel suo intervento alla conferenza stampa. In particolare, ha ricordato, l’incremento di 400 milioni di euro per evitare di introdurre ticket sulla diagnostica. Il 2009 – ha aggiunto Sacconi – sarà un anno di passaggio per la razionalizzazione della spesa sanitaria che non può non partire dai piani di rientro. Lo Stato e le regioni dovranno operare insieme per superare le arretratezze di una parte del territorio e la riconversione di unità ospedaliere marginali.
“Sul lavoro – ha infine affermato il ministro – sottolineo il contenuto di deregolamentazione contenuto nella manovra”. L’effetto è che le imprese avranno il 40% in meno degli oneri che devono sopportare per gli aspetti tributari e di previdenza.
“Antibiotici e vitamine” per la pubblica amministrazione affinché il malato possa curarsi e rilanciarsi. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, nella conferenza stampa sulla manovra ed ha aggiunto di “aver condiviso totalmente l’impianto di Tremonti che ha riguardato, in gran parte, tagli e la razionalizzazione nel settore pubblico. Una operazione difficile e dolorosa ma non impossibile l’ha definita il ministro che ha poi affermato che “ci sono le risorse per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici”. “Dal 2009 – ha concluso il ministro – cambieremo il modo di pagare i dipendenti pubblici, premiando il merito”.
“Per la prima volta una finanziaria figlia veramente di tutta la maggioranza e del governo. E non
possiamo certo dire che Tremonti abbia fatto di testa sua”. Lo ha detto il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoni, intervenendo alla conferenza stampa. “Dopo 2-3 giorni dall’insediamento del governo, Tremonti ha fatto un tavolo in cui faceva collegialmente lavorare i ministri” ha spiegato Calderoli. E sul federalismo fiscale il ministro ha dichiarato “abbiamo raccolto i contributi di tutti”, quindi, il provvedimento “sarà esaminato nel Consiglio dei ministri dell’11 settembre prossimo”.
Informazioni raccolte da:
http://www.governo.it/Presidente/AudioVisivi/dettaglio.asp?d=40030



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