Mattino di Padova - 30 Settembre 2009
Il Gazzettino - 30 Settembre 2009
Il pensiero dopo la rivoluzione industriale.
“ogni palmo di terreno è stato predisposto in pendii artificiali acciocchè potesse ricevere le acque irrigatrici a periodi determinati e trasmetterle ulteriormente al fondo vicino; e cioè nel modo più economico e in armonia con la vasta rete e con il complicato sistema dei condotti idraulici, derivatori, dispensatori, scaricatori, raccoglitori e restitutori, i quali con l’aiuto di chiuse, di chiaviche, di incastri, di tombini, di ponti canali, di sifoni sono destinati a distribuire le acque sulla maggiore superficie possibile.”
(Conte S. Jacini)
Saonara non diventerà ancor più “PAESE ARTIFICIALE” e cioè di quella terra che “per nove decimi non è opera della natura ma è opera delle nostre mani”.
Grazie ai Saonaresi, che con tanto amore si sono spesi per difendere il proprio territorio (frequentando incontri pubblici, riunioni di comitato, ecc.), e che continuano incessantemente a lasciare nella nostra casella di posta elettronica i loro consensi nell’attuare qualsiasi forma di lotta per contrastare la realizzazione della camionabile e la massiccia cementificazione programmata dal PATI.







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